Le tre domande dell'analisi fondamentale
- Come guadagna l'impresa? Prodotti, clienti, mercati, vantaggi competitivi, rischi del settore.
- Quanto guadagna e con quale solidità? Ricavi, margini, flussi di cassa, debito.
- Quanto paga il mercato per quegli utili? Multipli di valutazione rispetto a storia e concorrenti.
Le schede dei singoli titoli su questo sito seguono questa impostazione: ad esempio la pagina Enel spiega reti regolate e debito, quella di Intesa Sanpaolo margine di interesse e patrimonio.
I tre prospetti di bilancio
Le società quotate dell'Unione europea redigono il bilancio consolidato secondo i principi IFRS. I documenti principali sono:
| Prospetto | Cosa dice | Voci chiave |
|---|---|---|
| Conto economico | Quanto ha guadagnato la società nel periodo | Ricavi, EBITDA, EBIT, utile netto |
| Stato patrimoniale | Cosa possiede e cosa deve a una certa data | Attività, patrimonio netto, debiti finanziari |
| Rendiconto finanziario | Quanta cassa ha generato o assorbito | Flusso operativo, investimenti (capex), free cash flow |
Dal fatturato all'utile: un esempio
| Voce (milioni di €) | Valore | Margine sui ricavi |
|---|---|---|
| Ricavi | 5.000 | 100% |
| EBITDA (margine operativo lordo) | 1.000 | 20% |
| Ammortamenti | −300 | |
| EBIT (risultato operativo) | 700 | 14% |
| Oneri finanziari netti | −100 | |
| Imposte (circa 27%) | −162 | |
| Utile netto | 438 | 8,8% |
Con 400 milioni di azioni, l'utile per azione è 438 ÷ 400 = 1,095 €.
Il free cash flow
L'utile è una misura contabile; la cassa è ciò che paga dividendi e rimborsa debito. Una formula semplificata: free cash flow = flusso di cassa operativo − investimenti. Se la società dell'esempio genera 850 milioni di flusso operativo e investe 450 milioni, il free cash flow è 400 milioni. Se distribuisce 300 milioni di dividendi, ne restano 100 per ridurre il debito o per buyback.
Solidità finanziaria
- Posizione finanziaria netta (o debito netto): debiti finanziari meno liquidità.
- Debito netto / EBITDA: quanti anni di EBITDA servirebbero a ripagare il debito. Con 2.000 milioni di debito netto e 1.000 di EBITDA il rapporto è 2x. Le utility regolate sostengono livelli più alti di un'azienda industriale ciclica.
- Copertura degli interessi: EBIT ÷ oneri finanziari (nell'esempio 7x).
- Rating delle agenzie, quando disponibile.
I multipli di valutazione
Un multiplo mette in rapporto il prezzo (o il valore d'impresa) con una grandezza di bilancio. Continuando l'esempio, ipotizziamo un prezzo di 13 € per azione.
| Multiplo | Formula | Esempio | Dove si usa di più |
|---|---|---|---|
| P/E | Prezzo ÷ utile per azione | 13 ÷ 1,095 ≈ 11,9 | Quasi tutti i settori |
| EV/EBITDA | (Capitalizzazione + debito netto) ÷ EBITDA | (5.200 + 2.000) ÷ 1.000 = 7,2 | Industria, utility, telecom |
| P/BV | Capitalizzazione ÷ patrimonio netto | dipende dal patrimonio | Banche, assicurazioni |
| Dividend yield | Dividendo per azione ÷ prezzo | 0,75 ÷ 13 ≈ 5,8% | Titoli da reddito |
| FCF yield | Free cash flow ÷ capitalizzazione | 400 ÷ 5.200 ≈ 7,7% | Società mature |
La capitalizzazione dell'esempio è 400 milioni di azioni × 13 € = 5.200 milioni. L'enterprise value (EV) aggiunge il debito netto perché chi comprasse l'intera società si accollerebbe anche i debiti: per questo EV/EBITDA confronta meglio società con indebitamento diverso.
I multipli vanno confrontati tra società simili. Un P/E di 12 può essere alto per una banca e basso per una società di software; un P/BV inferiore a 1 è frequente per banche con redditività sotto il costo del capitale.
Gli indicatori che cambiano da settore a settore
| Settore | Indicatori specifici | Esempi di titoli |
|---|---|---|
| Banche | Margine di interesse, costo del rischio, CET1 ratio, NPL ratio, ROTE | UniCredit, Banco BPM |
| Assicurazioni | Combined ratio, Solvency II ratio, raccolta premi | Generali, Unipol |
| Utility | RAB (capitale regolato), WACC regolatorio, debito netto/EBITDA | Terna, Snam |
| Energia | Produzione di idrocarburi, prezzo del petrolio, margini di raffinazione | Eni, Saipem |
| Difesa | Ordini, portafoglio ordini (backlog), book-to-bill | Leonardo, Fincantieri |
| Lusso | Crescita organica a cambi costanti, margine lordo, peso dei canali diretti | Moncler, Brunello Cucinelli |
Oltre i numeri: fattori qualitativi
- Vantaggio competitivo: marchio, brevetti, costi di cambiamento per i clienti, concessioni.
- Management e governance: azionisti di controllo, indipendenza del consiglio, coerenza tra obiettivi annunciati e risultati.
- Regolamentazione: decisive per banche, utility e telecomunicazioni.
- Ciclicità: utili di auto, acciaio, chimica oscillano con l'economia; il P/E è spesso più basso al picco degli utili e più alto quando sono depressi.
Come si legge una trimestrale: un percorso pratico
Le società del FTSE MIB pubblicano risultati trimestrali o semestrali con un comunicato stampa e una presentazione. Un percorso di lettura ordinato:
- Confronto con le attese: ricavi, margini e utile rispetto al consenso degli analisti e alla guidance della società. È spesso ciò che spiega la reazione del titolo nel giorno dei risultati.
- Andamento organico: crescita a perimetro e cambi costanti, al netto di acquisizioni e cessioni.
- Margini: l'EBITDA margin sale o scende? Per quali motivi (prezzi, costi, mix)?
- Cassa e debito: flusso di cassa del periodo, investimenti, variazione del debito netto.
- Guidance: obiettivi confermati, alzati o ridotti per l'anno.
- Remunerazione degli azionisti: conferme su dividendo e buyback.
Esempio: crescita reale e crescita apparente
Una società annuncia ricavi in crescita del 12%. Nel dettaglio: +7% dovuto a un'acquisizione, +2% all'effetto cambio, +3% di crescita organica. La crescita "a parità di perimetro e cambi" è quindi il 3%, un dato molto diverso dal titolo del comunicato. Allo stesso modo un utile in aumento del 30% può dipendere da una plusvalenza una tantum: per questo si guarda l'utile "ordinario" o "adjusted", leggendo la riconciliazione con i dati IFRS.
I limiti dell'analisi fondamentale
- Le stime sono incerte: il valore dipende da utili futuri, che nessuno conosce. Le stime di consenso e i target price degli analisti sono opinioni, spesso riviste.
- Il mercato può restare lontano dalle stime a lungo: un titolo considerato sottovalutato può restarlo per anni.
- La contabilità ha margini di discrezionalità: svalutazioni, accantonamenti e voci "non ricorrenti" cambiano il quadro.
- Informazioni già nel prezzo: i dati pubblici sono noti a tutti; ciò che sposta il prezzo sono le sorprese rispetto alle attese.
Il metodo complementare, che studia il comportamento dei prezzi, è descritto nella guida all'analisi tecnica.
Domande frequenti
Dove si trovano i bilanci delle società quotate italiane?
Nella sezione Investor Relations del sito di ciascuna società, che pubblica relazione finanziaria annuale, semestrale e, spesso, resoconti trimestrali con le presentazioni agli analisti. Gli stessi documenti sono depositati presso il meccanismo di stoccaggio autorizzato e consultabili anche tramite Borsa Italiana.
Un P/E basso significa che un titolo è conveniente?
Non di per sé. Un P/E basso può riflettere utili destinati a calare, utili gonfiati da componenti non ricorrenti, rischi elevati o un settore strutturalmente valutato meno dal mercato. Il multiplo va confrontato con la storia del titolo, con i concorrenti e con le prospettive di crescita.
Cosa sono i dati "adjusted" o "ordinari"?
Sono misure alternative di performance che escludono voci considerate non ricorrenti (svalutazioni, plusvalenze da cessioni, oneri di ristrutturazione). Sono utili per confrontare gli anni, ma la definizione la sceglie la società: va sempre letta la riconciliazione con i dati contabili IFRS.
Analisi fondamentale e analisi tecnica si escludono?
No, rispondono a domande diverse. L'analisi fondamentale cerca di stimare quanto vale un'impresa; l'analisi tecnica descrive come si è mosso il prezzo e come si distribuiscono domanda e offerta. Molti operatori le usano insieme, ciascuna con i propri limiti.
Approfondimenti
- Rapporto P/EFormula del P/E, differenza tra storico e prospettico, earnings yield, PEG e i limiti del multiplo.
- EPS utile per azioneCome si calcola l'utile per azione, EPS base e diluito, adjusted e reported, e perché i buyback lo fanno salire.
- Capitalizzazione di BorsaFormula, flottante, classi dimensionali, Enterprise Value e peso negli indici come FTSE MIB e S&P 500.
- Rendimento da dividendoFormula del dividend yield, versione netta, yield on cost, payout e le trappole dei rendimenti elevati.
- Target price e giudizi analistiCome nascono target price e rating, cos'è il consenso, scale di giudizio, errori tipici e conflitti di interesse.
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