Analisi fondamentale: come si studia un'azione

L'analisi fondamentale studia i bilanci, il modello di business e il contesto di una società per stimarne il valore e confrontarlo con il prezzo di Borsa. Si basa su tre documenti contabili e su un insieme di multipli, che vanno letti diversamente da settore a settore.

Aggiornato al 29 ottobre 2026

Le tre domande dell'analisi fondamentale

  1. Come guadagna l'impresa? Prodotti, clienti, mercati, vantaggi competitivi, rischi del settore.
  2. Quanto guadagna e con quale solidità? Ricavi, margini, flussi di cassa, debito.
  3. Quanto paga il mercato per quegli utili? Multipli di valutazione rispetto a storia e concorrenti.

Le schede dei singoli titoli su questo sito seguono questa impostazione: ad esempio la pagina Enel spiega reti regolate e debito, quella di Intesa Sanpaolo margine di interesse e patrimonio.

I tre prospetti di bilancio

Le società quotate dell'Unione europea redigono il bilancio consolidato secondo i principi IFRS. I documenti principali sono:

ProspettoCosa diceVoci chiave
Conto economicoQuanto ha guadagnato la società nel periodoRicavi, EBITDA, EBIT, utile netto
Stato patrimonialeCosa possiede e cosa deve a una certa dataAttività, patrimonio netto, debiti finanziari
Rendiconto finanziarioQuanta cassa ha generato o assorbitoFlusso operativo, investimenti (capex), free cash flow

Dal fatturato all'utile: un esempio

Voce (milioni di €)ValoreMargine sui ricavi
Ricavi5.000100%
EBITDA (margine operativo lordo)1.00020%
Ammortamenti−300
EBIT (risultato operativo)70014%
Oneri finanziari netti−100
Imposte (circa 27%)−162
Utile netto4388,8%

Con 400 milioni di azioni, l'utile per azione è 438 ÷ 400 = 1,095 €.

Il free cash flow

L'utile è una misura contabile; la cassa è ciò che paga dividendi e rimborsa debito. Una formula semplificata: free cash flow = flusso di cassa operativo − investimenti. Se la società dell'esempio genera 850 milioni di flusso operativo e investe 450 milioni, il free cash flow è 400 milioni. Se distribuisce 300 milioni di dividendi, ne restano 100 per ridurre il debito o per buyback.

Solidità finanziaria

  • Posizione finanziaria netta (o debito netto): debiti finanziari meno liquidità.
  • Debito netto / EBITDA: quanti anni di EBITDA servirebbero a ripagare il debito. Con 2.000 milioni di debito netto e 1.000 di EBITDA il rapporto è 2x. Le utility regolate sostengono livelli più alti di un'azienda industriale ciclica.
  • Copertura degli interessi: EBIT ÷ oneri finanziari (nell'esempio 7x).
  • Rating delle agenzie, quando disponibile.

I multipli di valutazione

Un multiplo mette in rapporto il prezzo (o il valore d'impresa) con una grandezza di bilancio. Continuando l'esempio, ipotizziamo un prezzo di 13 € per azione.

MultiploFormulaEsempioDove si usa di più
P/EPrezzo ÷ utile per azione13 ÷ 1,095 ≈ 11,9Quasi tutti i settori
EV/EBITDA(Capitalizzazione + debito netto) ÷ EBITDA(5.200 + 2.000) ÷ 1.000 = 7,2Industria, utility, telecom
P/BVCapitalizzazione ÷ patrimonio nettodipende dal patrimonioBanche, assicurazioni
Dividend yieldDividendo per azione ÷ prezzo0,75 ÷ 13 ≈ 5,8%Titoli da reddito
FCF yieldFree cash flow ÷ capitalizzazione400 ÷ 5.200 ≈ 7,7%Società mature

La capitalizzazione dell'esempio è 400 milioni di azioni × 13 € = 5.200 milioni. L'enterprise value (EV) aggiunge il debito netto perché chi comprasse l'intera società si accollerebbe anche i debiti: per questo EV/EBITDA confronta meglio società con indebitamento diverso.

I multipli vanno confrontati tra società simili. Un P/E di 12 può essere alto per una banca e basso per una società di software; un P/BV inferiore a 1 è frequente per banche con redditività sotto il costo del capitale.

Gli indicatori che cambiano da settore a settore

SettoreIndicatori specificiEsempi di titoli
BancheMargine di interesse, costo del rischio, CET1 ratio, NPL ratio, ROTEUniCredit, Banco BPM
AssicurazioniCombined ratio, Solvency II ratio, raccolta premiGenerali, Unipol
UtilityRAB (capitale regolato), WACC regolatorio, debito netto/EBITDATerna, Snam
EnergiaProduzione di idrocarburi, prezzo del petrolio, margini di raffinazioneEni, Saipem
DifesaOrdini, portafoglio ordini (backlog), book-to-billLeonardo, Fincantieri
LussoCrescita organica a cambi costanti, margine lordo, peso dei canali direttiMoncler, Brunello Cucinelli

Oltre i numeri: fattori qualitativi

  • Vantaggio competitivo: marchio, brevetti, costi di cambiamento per i clienti, concessioni.
  • Management e governance: azionisti di controllo, indipendenza del consiglio, coerenza tra obiettivi annunciati e risultati.
  • Regolamentazione: decisive per banche, utility e telecomunicazioni.
  • Ciclicità: utili di auto, acciaio, chimica oscillano con l'economia; il P/E è spesso più basso al picco degli utili e più alto quando sono depressi.

Come si legge una trimestrale: un percorso pratico

Le società del FTSE MIB pubblicano risultati trimestrali o semestrali con un comunicato stampa e una presentazione. Un percorso di lettura ordinato:

  1. Confronto con le attese: ricavi, margini e utile rispetto al consenso degli analisti e alla guidance della società. È spesso ciò che spiega la reazione del titolo nel giorno dei risultati.
  2. Andamento organico: crescita a perimetro e cambi costanti, al netto di acquisizioni e cessioni.
  3. Margini: l'EBITDA margin sale o scende? Per quali motivi (prezzi, costi, mix)?
  4. Cassa e debito: flusso di cassa del periodo, investimenti, variazione del debito netto.
  5. Guidance: obiettivi confermati, alzati o ridotti per l'anno.
  6. Remunerazione degli azionisti: conferme su dividendo e buyback.

Esempio: crescita reale e crescita apparente

Una società annuncia ricavi in crescita del 12%. Nel dettaglio: +7% dovuto a un'acquisizione, +2% all'effetto cambio, +3% di crescita organica. La crescita "a parità di perimetro e cambi" è quindi il 3%, un dato molto diverso dal titolo del comunicato. Allo stesso modo un utile in aumento del 30% può dipendere da una plusvalenza una tantum: per questo si guarda l'utile "ordinario" o "adjusted", leggendo la riconciliazione con i dati IFRS.

I limiti dell'analisi fondamentale

  • Le stime sono incerte: il valore dipende da utili futuri, che nessuno conosce. Le stime di consenso e i target price degli analisti sono opinioni, spesso riviste.
  • Il mercato può restare lontano dalle stime a lungo: un titolo considerato sottovalutato può restarlo per anni.
  • La contabilità ha margini di discrezionalità: svalutazioni, accantonamenti e voci "non ricorrenti" cambiano il quadro.
  • Informazioni già nel prezzo: i dati pubblici sono noti a tutti; ciò che sposta il prezzo sono le sorprese rispetto alle attese.

Il metodo complementare, che studia il comportamento dei prezzi, è descritto nella guida all'analisi tecnica.

Domande frequenti

Dove si trovano i bilanci delle società quotate italiane?

Nella sezione Investor Relations del sito di ciascuna società, che pubblica relazione finanziaria annuale, semestrale e, spesso, resoconti trimestrali con le presentazioni agli analisti. Gli stessi documenti sono depositati presso il meccanismo di stoccaggio autorizzato e consultabili anche tramite Borsa Italiana.

Un P/E basso significa che un titolo è conveniente?

Non di per sé. Un P/E basso può riflettere utili destinati a calare, utili gonfiati da componenti non ricorrenti, rischi elevati o un settore strutturalmente valutato meno dal mercato. Il multiplo va confrontato con la storia del titolo, con i concorrenti e con le prospettive di crescita.

Cosa sono i dati "adjusted" o "ordinari"?

Sono misure alternative di performance che escludono voci considerate non ricorrenti (svalutazioni, plusvalenze da cessioni, oneri di ristrutturazione). Sono utili per confrontare gli anni, ma la definizione la sceglie la società: va sempre letta la riconciliazione con i dati contabili IFRS.

Analisi fondamentale e analisi tecnica si escludono?

No, rispondono a domande diverse. L'analisi fondamentale cerca di stimare quanto vale un'impresa; l'analisi tecnica descrive come si è mosso il prezzo e come si distribuiscono domanda e offerta. Molti operatori le usano insieme, ciascuna con i propri limiti.

Approfondimenti

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