Rapporto prezzo/utili (P/E): cos'è e come si legge

Il P/E (price/earnings) indica quante volte il prezzo di un'azione contiene l'utile per azione. È il multiplo di valutazione più citato, ma da solo dice poco: va letto insieme a crescita, settore, debito e qualità degli utili.

Aggiornato al 29 ottobre 2026

La formula

Il rapporto prezzo/utili si calcola in due modi equivalenti:

  • P/E = Prezzo dell'azione ÷ Utile per azione (EPS)
  • P/E = Capitalizzazione di Borsa ÷ Utile netto
Schema del calcolo del P/E: prezzo di 20 euro diviso utile per azione di 2 euro uguale 10
Un P/E di 10 significa che, a utili costanti, servirebbero dieci anni di utili per eguagliare il prezzo pagato.

La seconda formulazione è utile quando si conoscono i dati di bilancio ma non l'EPS: una società con capitalizzazione di 2 miliardi e utile netto di 200 milioni ha un P/E di 10, qualunque sia il numero di azioni.

Esempio passo per passo

Due società ipotetiche dello stesso settore:

DatoSocietà ASocietà B
Prezzo azione12 €45 €
Numero azioni500 milioni100 milioni
Capitalizzazione6 miliardi €4,5 miliardi €
Utile netto600 milioni €150 milioni €
EPS1,20 €1,50 €
P/E1030
Earnings yield (1/P/E)10%3,3%

Il prezzo assoluto (12 € contro 45 €) non dice nulla sul fatto che un titolo sia "caro": è il rapporto con gli utili a contare. Il mercato paga B tre volte più di A per ogni euro di utile. Le spiegazioni possibili sono diverse: B cresce più rapidamente, ha utili più stabili, minore debito, oppure il mercato è semplicemente più ottimista. Capire quale ipotesi è incorporata nel prezzo è il lavoro dell'analisi fondamentale.

P/E storico, prospettico e "rettificato"

  • Trailing (TTM): utili degli ultimi quattro trimestri pubblicati. È un dato certo ma guarda al passato.
  • Forward: utili stimati dal consenso degli analisti per l'anno in corso o i 12 mesi successivi. Riflette le aspettative, con il rischio che le stime vengano riviste. Vedi come funzionano stime e giudizi degli analisti.
  • Adjusted / ordinario: molte società comunicano un utile "rettificato" che esclude poste straordinarie (svalutazioni, plusvalenze da cessioni, oneri di ristrutturazione). Il P/E calcolato su questo utile può differire molto da quello sul risultato contabile.
  • Shiller P/E (CAPE): usato soprattutto per gli indici, divide il prezzo per la media degli utili degli ultimi dieci anni corretti per l'inflazione, per attenuare l'effetto del ciclo economico.

Quando si confrontano P/E di fonti diverse è utile verificare sempre quale utile è stato usato: trailing o forward, contabile o rettificato, per azione base o diluita.

Earnings yield e confronto con i tassi

L'inverso del P/E è l'earnings yield (rendimento degli utili): con un P/E di 20 è il 5%. Viene spesso confrontato con il rendimento dei titoli di Stato, ad esempio quello del BTP decennale, per ragionare sul premio richiesto per il rischio azionario. Il confronto è indicativo: l'utile non è distribuito interamente come una cedola e può crescere o calare, mentre la cedola di un'obbligazione è fissata.

Il PEG: P/E rapportato alla crescita

Per tenere conto della crescita si usa il PEG = P/E ÷ crescita annua attesa degli utili (in %). Riprendendo l'esempio: se A ha P/E 10 e crescita attesa del 5%, il PEG è 2; se B ha P/E 30 e crescita attesa del 25%, il PEG è 1,2. Su questa base il divario di valutazione tra le due società si riduce. Il PEG eredita però tutta l'incertezza delle stime di crescita.

Perché il P/E cambia tanto da settore a settore

Tipo di societàCaratteristiche tipicheCome pesa sul P/E
Banche (es. Intesa Sanpaolo, UniCredit)Utili legati a tassi e ciclo del creditoMultipli storicamente contenuti; si guarda anche il prezzo/patrimonio
Utility regolate (es. Terna, Snam)Utili prevedibili, crescita moderataMultipli intermedi, sensibili ai tassi
Lusso e marchi forti (es. Ferrari, Hermès)Margini elevati e potere di prezzoMultipli storicamente alti
Tecnologia in crescita (es. Nvidia)Utili in rapida espansioneMultipli molto variabili, legati alle attese
Ciclici (auto, acciaio, energia)Utili che oscillano con il cicloP/E basso al picco del ciclo, alto nei minimi

Per i titoli ciclici il P/E può essere fuorviante: quando gli utili sono al massimo il multiplo appare basso, proprio quando gli utili rischiano di scendere. È per questo che il confronto ha più senso tra società simili e rispetto alla storia dello stesso titolo.

Limiti del rapporto prezzo/utili

  • Utili negativi o vicini a zero: il P/E non è calcolabile o esplode a valori senza significato.
  • Debito ignorato: due società con lo stesso P/E possono avere livelli di indebitamento molto diversi. Per questo si usano anche multipli basati sull'Enterprise Value (EV/EBITDA, EV/EBIT).
  • Qualità degli utili: utili gonfiati da poste non ricorrenti o da politiche contabili aggressive abbassano artificialmente il multiplo.
  • Effetto dei buyback: i riacquisti di azioni proprie riducono il numero di azioni e aumentano l'EPS anche a utile netto invariato.
  • Valute e principi contabili: confrontare società quotate in Paesi diversi richiede attenzione a cambio, fiscalità e standard (IFRS o US GAAP).

Il P/E è quindi un punto di partenza per porsi domande, non una risposta. Lo screener azioni permette di filtrare i titoli per multiplo e confrontarli con altri indicatori come il rendimento da dividendo.

Domande frequenti

Come si calcola il rapporto prezzo/utili?

Si divide il prezzo di un'azione per l'utile per azione (EPS), oppure in modo equivalente la capitalizzazione di Borsa per l'utile netto. Un titolo a 30 € con EPS di 2 € ha un P/E di 15.

Che cosa significa un P/E alto?

Un P/E alto indica che il mercato paga molte volte gli utili attuali, di solito perché si attende una crescita elevata o perché gli utili correnti sono temporaneamente bassi. Non è di per sé un segnale positivo o negativo: dipende da quanto le attese sono realistiche.

Qual è la differenza tra P/E trailing e forward?

Il P/E trailing (storico) usa gli utili degli ultimi 12 mesi già pubblicati; il forward (prospettico) usa le stime degli analisti per i 12 mesi successivi o per l'esercizio in corso. Il forward incorpora le attese, ma dipende dall'affidabilità delle stime.

Il P/E si può usare per le società in perdita?

No: con utili negativi il rapporto non ha significato economico. In questi casi gli analisti usano altri multipli, come EV/Ricavi o EV/EBITDA, oppure ragionano sugli utili attesi negli anni successivi.

Approfondimenti

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