EPS, l'utile per azione: definizione e calcolo

L'EPS (earnings per share) è l'utile netto di una società diviso per il numero medio delle sue azioni. È il dato che i mercati confrontano con le stime alla pubblicazione delle trimestrali e la base del rapporto prezzo/utili.

Aggiornato al 29 ottobre 2026

La formula dell'utile per azione

La definizione standard, prevista dai principi contabili internazionali (IAS 33 per le società che applicano gli IFRS), è:

EPS = Utile netto attribuibile agli azionisti ordinari ÷ Numero medio ponderato di azioni ordinarie in circolazione

Tre dettagli contano:

  • si usa l'utile di pertinenza del gruppo, escluse le quote dei soci di minoranza delle controllate;
  • si sottraggono eventuali dividendi spettanti ad azioni privilegiate o di risparmio, se hanno diritti patrimoniali diversi;
  • il numero di azioni è una media ponderata nel periodo ed esclude le azioni proprie in portafoglio.

Esempio con la media ponderata

Una società chiude l'anno con utile netto di gruppo di 240 milioni di euro. Al 1° gennaio ha 100 milioni di azioni; il 1° luglio completa un aumento di capitale emettendo 20 milioni di nuove azioni.

PeriodoAzioniPesoContributo
Gennaio–giugno100 milioni6/1250 milioni
Luglio–dicembre120 milioni6/1260 milioni
Media ponderata110 milioni

EPS = 240 ÷ 110 = 2,18 €. Usando il numero di fine anno (120 milioni) si otterrebbe 2,00 €, un valore troppo basso perché le nuove azioni hanno contribuito all'utile solo per metà anno. Per gli effetti delle nuove emissioni vedi la guida all'aumento di capitale.

EPS base e diluito

L'EPS diluito aggiunge al denominatore le azioni potenziali: stock option e piani di incentivazione per il management, warrant, obbligazioni convertibili. Nel caso dei convertibili si aggiungono al numeratore anche gli interessi che non verrebbero più pagati dopo la conversione.

Esempio: se la società dell'esempio avesse 10 milioni di opzioni "in the money" ed esercitabili, l'EPS diluito si avvicinerebbe a 240 ÷ 120 = 2,00 €. Un divario ampio tra EPS base e diluito segnala che una parte del valore potrebbe andare a chi detiene strumenti convertibili. Le società tecnologiche statunitensi, che remunerano molto in azioni, mostrano spesso differenze significative.

EPS reported e adjusted

Accanto all'EPS contabile (reported o GAAP/IFRS) molte società pubblicano un EPS adjusted (rettificato, "ordinario", "normalizzato") che esclude componenti ritenute non ricorrenti:

  • svalutazioni di avviamento o di partecipazioni;
  • plusvalenze o minusvalenze da cessioni;
  • costi di ristrutturazione o di integrazione dopo un'acquisizione;
  • per le società statunitensi, spesso anche il costo dei compensi in azioni.

Il dato rettificato aiuta a leggere la redditività di fondo, ma i criteri sono scelti dalla società. È utile leggere la riconciliazione tra i due valori, che si trova nei comunicati sui risultati e nelle presentazioni agli investitori.

Come buyback e aumenti di capitale muovono l'EPS

ScenarioUtile nettoAzioni medieEPSVariazione
Situazione di partenza500 mln €1.000 mln0,50 €—
Buyback del 5% delle azioni500 mln €950 mln0,526 €+5,3%
Aumento di capitale +20% azioni500 mln €1.200 mln0,417 €−16,7%

Nel caso del buyback l'utile reale si riduce leggermente per gli interessi persi sulla liquidità spesa, ma l'effetto sull'EPS resta in genere positivo. Le grandi banche italiane come UniCredit e Intesa Sanpaolo hanno affiancato negli ultimi anni ai dividendi programmi di riacquisto di dimensioni rilevanti, che riducono il numero di azioni e sostengono la crescita dell'utile per azione. Nel caso dell'aumento di capitale, la nuova liquidità dovrebbe generare utili aggiuntivi che, nel tempo, compensino la diluizione.

In caso di frazionamento o raggruppamento delle azioni l'EPS dei periodi precedenti viene ricalcolato con il nuovo numero di azioni, così da rendere i dati confrontabili.

Come si usa l'EPS nella pratica

  • Crescita dell'EPS nel tempo: una serie storica di 5-10 anni mostra se l'utile per azione cresce in modo regolare o ciclico.
  • Confronto con il consenso: alla pubblicazione dei risultati il dato viene confrontato con la media delle stime; una sorpresa positiva o negativa può muovere il prezzo.
  • Base per i multipli: prezzo ÷ EPS dà il P/E.
  • Sostenibilità del dividendo: il rapporto tra dividendo per azione ed EPS è il payout. Un payout stabilmente sopra il 100% indica che la società distribuisce più di quanto guadagna.

Esempio di payout

EPS 2,00 €, dividendo 1,40 € → payout del 70%. Se l'anno successivo l'EPS scende a 1,50 € e il dividendo resta a 1,40 €, il payout sale al 93%: il margine di sicurezza del dividendo si è ridotto.

Dove trovare l'EPS e come calcolare il dato a 12 mesi

L'EPS base e diluito è riportato in fondo al conto economico nel bilancio annuale e nelle relazioni semestrali; le società che pubblicano risultati trimestrali lo indicano anche nei comunicati stampa e nelle presentazioni, disponibili nella sezione investor relations del sito. I fornitori di dati usano spesso l'EPS TTM (trailing twelve months), la somma degli ultimi quattro trimestri.

TrimestreEPS
4° trimestre anno precedente0,48 €
1° trimestre0,52 €
2° trimestre0,55 €
3° trimestre0,50 €
EPS TTM2,05 €

Con il titolo a 24,60 €, il P/E trailing è 24,60 ÷ 2,05 = 12. Per le società con forte stagionalità (turismo, commercio, alcune utility) i singoli trimestri non sono confrontabili tra loro: si confronta ciascun trimestre con lo stesso periodo dell'anno precedente.

Limiti dell'utile per azione

  • È un dato contabile, influenzato da ammortamenti, accantonamenti e stime: i flussi di cassa possono raccontare una storia diversa.
  • Non dice nulla sul capitale impiegato per produrlo: per questo si affiancano indicatori come ROE e ROIC.
  • Confronti tra società con un numero di azioni molto diverso non hanno senso in valore assoluto: un EPS di 10 € non è "migliore" di uno di 0,50 €.

Approfondisci gli altri indicatori nella guida all'analisi fondamentale.

Domande frequenti

Come si calcola l'EPS?

EPS = (utile netto attribuibile agli azionisti ordinari − eventuali dividendi privilegiati) ÷ numero medio ponderato di azioni in circolazione nel periodo. Le azioni proprie detenute dalla società non si contano.

Cosa vuol dire EPS diluito?

L'EPS diluito considera anche le azioni che potrebbero nascere da strumenti convertibili: stock option, warrant, obbligazioni convertibili. È sempre uguale o inferiore all'EPS base e mostra l'utile per azione nel caso in cui tutti questi strumenti venissero esercitati.

Cosa significa che una società ha battuto le stime sull'EPS?

Significa che l'utile per azione pubblicato è superiore alla media delle stime degli analisti (il consenso). La reazione del titolo dipende però anche da ricavi, margini e soprattutto dalle indicazioni per i trimestri successivi (guidance).

Un EPS in crescita significa sempre che l'azienda va meglio?

Non necessariamente. L'EPS può salire anche per riacquisti di azioni proprie, plusvalenze una tantum o un minore carico fiscale, senza che il business operativo migliori. Per questo si guarda anche all'utile operativo e ai flussi di cassa.

Approfondimenti

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