Grafico del titolo Eni
Cosa fa Eni
Eni nasce nel 1953 come Ente Nazionale Idrocarburi, guidato da Enrico Mattei, con il compito di assicurare all'Italia approvvigionamenti di petrolio e gas. Trasformata in società per azioni e quotata nel 1995, è oggi una compagnia integrata attiva in oltre 60 Paesi, con una presenza particolarmente forte in Africa (Egitto, Libia, Algeria, Congo, Mozambico, Costa d'Avorio, Angola), nel Mare del Nord e in Asia.
Le attività si possono leggere lungo la filiera:
- Exploration & Production (upstream) – ricerca e produzione di petrolio e gas, il cuore della redditività. Eni è nota per i successi esplorativi e per il cosiddetto dual exploration model: cedere quote di scoperte già fatte per monetizzarle in anticipo. Parte della produzione è gestita tramite joint venture come Vår Energi (Norvegia, quotata a Oslo) e Azule Energy (Angola, con bp).
- Global Gas & LNG – compravendita di gas via gasdotto e gas naturale liquefatto, un'attività divenuta strategica per la sicurezza energetica italiana dopo il 2022.
- Raffinazione e chimica – le raffinerie tradizionali e la chimica di Versalis, settori ciclici e in fase di ristrutturazione.
- Satelliti della transizione – Plenitude (rinnovabili, vendita di luce e gas, ricarica elettrica) ed Enilive (bioraffinerie, biocarburanti HVO, stazioni di servizio Eni e car sharing Enjoy).
Come guadagna: le metriche da leggere
Per interpretare i conti trimestrali e i movimenti del titolo Eni è utile concentrarsi su alcune grandezze ricorrenti:
- Produzione di idrocarburi (barili di olio equivalente al giorno): la crescita della produzione, a parità di prezzo, aumenta ricavi e flussi di cassa. Il piano strategico fissa obiettivi annuali di crescita.
- Sensibilità al Brent: Eni comunica di quanto variano utile e flusso di cassa per ogni dollaro di variazione del prezzo del petrolio. È la principale fonte di volatilità degli utili; anche il prezzo del gas e il cambio euro/dollaro (le materie prime sono prezzate in dollari) incidono.
- Margini di raffinazione: la differenza tra il valore dei prodotti raffinati (benzina, gasolio, cherosene) e il costo del greggio. Sono molto ciclici e incidono soprattutto sul segmento downstream.
- Cash flow from operations (CFFO) e capex netti: la cassa generata, al netto degli investimenti, finanzia dividendi e buyback.
- Leva finanziaria (leverage o gearing): rapporto tra debito netto e patrimonio. A fine settembre 2026 Eni ha indicato un debito netto di circa 6,7 miliardi di euro.
Il modello dei satelliti
Negli ultimi anni Eni ha separato alcuni business in società autonome e vi ha fatto entrare investitori finanziari. In Enilive è entrato KKR con una quota di minoranza; in Plenitude sono entrati, tra gli altri, EIP e Ares. Nel terzo trimestre 2026 si è perfezionato l'accordo con Ares per il controllo congiunto di Plenitude, tramite un aumento di capitale che ha diluito Eni dal 70% al 65%: di conseguenza Plenitude è uscita dal perimetro di consolidamento a fine settembre 2026. Un modello analogo è stato applicato ad attività upstream, ad esempio con le partnership in Asia e con le cessioni di quote di giacimenti (come il 10% del campo Baleine in Costa d'Avorio a Socar nel 2026).
Il deconsolidamento cambia la lettura dei conti: ricavi ed EBITDA di Plenitude non compaiono più riga per riga nel bilancio di Eni, ma come risultato di una partecipazione. I confronti con i periodi precedenti vanno quindi fatti sui dati pro forma indicati dalla società.
Dividendo Eni
La remunerazione degli azionisti combina dividendo e riacquisto di azioni proprie, entrambi legati al flusso di cassa e allo scenario dei prezzi.
- Dividendo ordinario 2026: 1,10 euro per azione (circa +5% rispetto al 2025), pagato in quattro rate trimestrali.
- Dividendo straordinario: con i risultati del terzo trimestre 2026 (23 ottobre) il consiglio ha deliberato 0,46 euro per azione, circa 1,3 miliardi di euro complessivi, in pagamento il 9 dicembre 2026.
- Buyback: il programma 2026 è stato portato a 3,8 miliardi di euro, dagli 1,5 miliardi della guidance iniziale e dai 3,4 miliardi di un precedente aggiornamento. Il riacquisto riduce il numero di azioni e quindi aumenta, a parità di utile, l'utile per azione: vedi la guida al buyback.
- Tassazione: per le persone fisiche residenti il dividendo è soggetto a ritenuta del 26% (tassazione delle azioni).
La politica di distribuzione prevede che una quota del flusso di cassa operativo sia destinata agli azionisti, con importi aggiornati in base allo scenario del Brent: dividendo e buyback non sono garantiti e possono variare. Per simulare l'incasso usa il calcolatore dei dividendi.
Azionariato e governance
Lo Stato è l'azionista di riferimento attraverso Cassa Depositi e Prestiti, che detiene la quota principale, e il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con una partecipazione diretta minore: complessivamente circa il 30% del capitale. Eni è inoltre soggetta ai poteri speciali (golden power) del governo sulle attività strategiche.
Claudio Descalzi, in Eni dal 1981 e amministratore delegato dal 2014, è stato confermato dal consiglio il 7 maggio 2026 per un quinto mandato, fino all'approvazione del bilancio 2028. La presidente è Giuseppina Di Foggia, ex amministratrice delegata di Terna.
Fattori da monitorare
Catalizzatori
- Avvio di nuovi progetti upstream e di GNL (Africa, Indonesia), che sostengono la crescita della produzione.
- Ulteriori operazioni sui satelliti o cessioni di quote, che possono ridurre il debito e far emergere valori non riflessi nei multipli consolidati.
- Andamento di Enilive, per cui la società ha alzato nel 2026 l'obiettivo di EBITDA pro forma a 1,4 miliardi di euro.
Rischi
- Prezzo di petrolio e gas: un calo prolungato del Brent riduce utili e capacità di distribuzione.
- Rischio Paese: buona parte della produzione è in Paesi con instabilità politica o contrattuale (Libia, Nigeria, Egitto).
- Raffinazione e chimica: margini volatili e sovraccapacità europea, con possibili svalutazioni e costi di ristrutturazione.
- Transizione energetica e regolazione: tasse straordinarie sul settore, norme sulle emissioni e rischio di esecuzione sui progetti a basse emissioni.
- Cambio euro/dollaro: un dollaro debole riduce il controvalore in euro dei ricavi upstream.
Confronto con i concorrenti
Eni si confronta con le grandi compagnie integrate europee come TotalEnergies e Shell, e con la statunitense ExxonMobil, molto più grande per capitalizzazione. Rispetto alle concorrenti, Eni ha una maggiore esposizione all'Africa e un modello più marcato di cessione di quote nei business della transizione. In Italia, i titoli più legati agli investimenti delle compagnie petrolifere sono i fornitori di servizi come Saipem (di cui Eni è azionista) e Tenaris. Il quadro completo è nella pagina del settore energia.
Dati finanziari di Eni
Il pannello riporta i principali dati di bilancio e gli indicatori di valutazione di Eni (ricavi, margini, utile per azione, rapporti come P/E e P/B), aggiornati automaticamente da TradingView. Per il significato degli indicatori vedi le guide su rapporto prezzo/utili e analisi fondamentale.
Domande frequenti
Quando paga il dividendo Eni?
Eni distribuisce il dividendo ordinario in quattro rate trimestrali; storicamente gli stacchi cadono intorno a settembre, novembre, marzo e maggio. Per il 2026 il dividendo ordinario è di 1,10 euro per azione; con i risultati del terzo trimestre 2026 il consiglio ha deliberato anche un dividendo straordinario di 0,46 euro, in pagamento il 9 dicembre 2026. Le date ufficiali sono nel calendario finanziario della società.
Qual è il ticker e l'ISIN del titolo Eni?
Su Euronext Milan il ticker è ENI e l'ISIN è IT0003132476. Su TradingView il simbolo è MIL:ENI. Eni è quotata anche alla Borsa di New York tramite ADR.
Chi controlla Eni?
Lo Stato italiano è l'azionista di riferimento: Cassa Depositi e Prestiti detiene la quota principale e il Ministero dell'Economia e delle Finanze una partecipazione diretta minore. Insieme pesano intorno al 30% del capitale; il resto è flottante, in larga parte in mano a investitori istituzionali.
Cosa sono i satelliti di Eni?
Sono società controllate (o co-controllate) focalizzate su un singolo business, come Plenitude (rinnovabili e vendita di luce e gas) ed Enilive (bioraffinazione e mobilità), in cui Eni fa entrare investitori finanziari con quote di minoranza. L'obiettivo dichiarato è far emergere il valore delle singole attività e finanziarne la crescita senza pesare sul debito della capogruppo.
Perché il titolo Eni si muove con il petrolio?
Gran parte dell'utile operativo deriva dalla produzione di idrocarburi (upstream), i cui ricavi dipendono dai prezzi di Brent e gas. Un Brent più alto aumenta in genere flussi di cassa e utili, uno più basso li riduce; la stessa Eni pubblica una stima della sensibilità dei risultati a variazioni del prezzo.
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Contenuto a scopo educativo e informativo. Questa scheda su Eni descrive la società e il funzionamento del titolo: non è consulenza finanziaria o raccomandazione personalizzata, né sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Quotazioni e dati di mercato possono essere differiti. Consulta il disclaimer e la metodologia.