Grafico del titolo Webuild
Cosa fa Webuild
Webuild nasce nel 2020 dalla trasformazione di Salini Impregilo, a sua volta frutto dell'integrazione del 2014 tra Salini Costruttori e Impregilo; la società fa risalire le proprie radici al 1906. Con il cosiddetto Progetto Italia, sostenuto da CDP e da alcune banche, ha rilevato Astaldi (controllo dal 2020, fusione nel 2021), diventando il polo nazionale delle grandi opere. All'estero opera tra l'altro con l'americana Lane e l'australiana Clough.
Le aree di attività principali:
- Mobilità sostenibile – ferrovie ad alta velocità/capacità (in Italia tratte come Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina), metropolitane, strade e ponti.
- Energia idroelettrica e acqua – dighe e impianti idroelettrici (tra cui Snowy 2.0 in Australia), dissalatori, reti idriche.
- Edifici pubblici e opere civili, oltre a concessioni e attività di gestione e manutenzione.
Come guadagna: backlog, margini e cassa
Webuild lavora su commesse pluriennali: i ricavi di oggi riflettono ordini acquisiti negli anni precedenti. Gli indicatori chiave sono:
- Portafoglio ordini – a fine giugno 2026 era di circa 53,7 miliardi di euro, di cui 46,6 miliardi nelle costruzioni e 7,2 miliardi in concessioni e O&M. Le nuove acquisizioni da inizio anno comunicate con i conti semestrali erano circa 7,7 miliardi.
- Margine EBITDA – nel primo semestre 2026 è salito al 10,1% (8,9% un anno prima), su ricavi stabili a circa 6,65 miliardi di euro. Margini da costruzione a una cifra o poco sopra sono tipici del settore.
- Cassa netta – a fine giugno 2026 la posizione di cassa netta era positiva per 110 milioni, per l'ottavo semestre consecutivo; gli anticipi sui contratti rendono il dato stagionale.
- Utile netto adjusted attribuibile agli azionisti: 113 milioni nel semestre (132 milioni nel primo semestre 2025).
La guidance 2026, su base stand-alone (senza Trevi), prevede ricavi oltre 13,6 miliardi, EBITDA oltre 1,2 miliardi e cassa netta a fine anno oltre 300 milioni di euro.
Il backlog va letto insieme al rischio di esecuzione: extra-costi, ritardi autorizzativi e contenziosi su singole commesse possono pesare sui margini anche con un portafoglio ordini ampio.
Il Ponte sullo Stretto di Messina
Webuild guida Eurolink, il consorzio a cui è affidata la progettazione e costruzione del Ponte, opera dal costo complessivo stimato in circa 13,5 miliardi di euro. L'iter, ripreso nel 2023, ha avuto un percorso tormentato:
- Agosto 2025: il CIPESS approva il progetto definitivo, con efficacia subordinata alla registrazione della Corte dei conti.
- Ottobre 2025: la Corte dei conti nega la registrazione della delibera.
- Giugno 2026: nuovo via libera del CIPESS; agosto 2026: parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
- Ottobre 2026: è atteso un nuovo esame della Corte dei conti; la società concessionaria Stretto di Messina indica l'obiettivo di aprire i cantieri entro fine anno.
Per il titolo il Ponte è soprattutto un fattore di notizia: anche se avviato, si tratterebbe di una commessa distribuita su molti anni, da confrontare con un portafoglio complessivo di oltre 50 miliardi.
OPA su Trevi e piano industriale
Nel luglio 2026 Webuild ha lanciato un'OPA in contanti su Trevi Finanziaria Industriale, specialista delle fondazioni speciali, in concorrenza con un'offerta di scambio di ICOP. Il prezzo è passato da 4,50 a 5,165 euro per azione dopo acquisti sul mercato; il periodo di adesione va dal 28 settembre al 20 novembre 2026 e al 19 ottobre Webuild deteneva circa il 29,9% di Trevi. La presentazione del piano industriale 2026–2029, prevista per fine settembre, è stata rinviata alla conclusione dell'offerta.
Dividendo Webuild
Webuild paga un dividendo annuale a maggio, con importi diversi per azioni ordinarie e di risparmio. Sull'esercizio 2025: 0,081 euro per azione ordinaria e 0,26 euro per azione di risparmio, stacco il 18 maggio 2026. Ritenuta del 26% per le persone fisiche residenti (vedi la guida ai dividendi).
Azionariato e governance
Il primo azionista è la famiglia Salini, tramite la propria holding. CDP Equity è socio rilevante da quando ha sottoscritto, a fine 2019, l'aumento di capitale di Progetto Italia insieme ad alcune banche. L'amministratore delegato è Pietro Salini, alla guida del gruppo dal 2012, quando Salini ha assunto il controllo di Impregilo.
Fattori da monitorare
Fattori positivi
- Investimenti in infrastrutture ferroviarie e idriche in Italia, Stati Uniti, Australia e Medio Oriente.
- Integrazione verticale nelle fondazioni speciali in caso di successo dell'OPA su Trevi.
- Eventuale avvio dei lavori del Ponte e nuove gare legate alle reti ferroviarie.
Fattori di rischio
- Esecuzione e inflazione dei costi su contratti a prezzo fisso.
- Iter autorizzativi e politici, come mostra il caso del Ponte sullo Stretto.
- Rischio Paese e incasso dei crediti in mercati emergenti.
- Esito dell'OPA su Trevi e impatto sul piano e sulla cassa.
Confronto con i concorrenti
I concorrenti internazionali (Vinci, ACS, Ferrovial) sono quotati a Parigi e Madrid. A Milano il confronto più utile è con altre società a commessa come Maire, Saipem e Fincantieri, e con i produttori di materiali Buzzi e Cementir. Vedi il settore costruzioni e materiali.
Dati finanziari di Webuild
Il pannello riporta i principali dati di bilancio e gli indicatori di valutazione di Webuild (ricavi, margini, utile per azione, rapporti come P/E e P/B), aggiornati automaticamente da TradingView. Per il significato degli indicatori vedi le guide su rapporto prezzo/utili e analisi fondamentale.
Domande frequenti
A che punto è il Ponte sullo Stretto?
Il CIPESS ha approvato il progetto nell'agosto 2025, ma a ottobre 2025 la Corte dei conti ha negato la registrazione della delibera. Nel giugno 2026 il CIPESS ha dato un nuovo via libera e ad agosto 2026 si è espresso il Consiglio superiore dei lavori pubblici; a ottobre 2026 restava necessario un nuovo esame della Corte dei conti prima dell'avvio dei lavori. Stretto di Messina indicava l'obiettivo di aprire i cantieri entro fine 2026, ma il calendario resta incerto.
Cos'è l'OPA di Webuild su Trevi?
A fine luglio 2026 Webuild ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto in contanti su Trevi Finanziaria Industriale, specialista delle fondazioni speciali, in concorrenza con un'offerta di scambio di ICOP. Il prezzo, inizialmente di 4,50 euro, è stato portato a 5,165 euro per azione; il periodo di adesione va dal 28 settembre al 20 novembre 2026. Al 19 ottobre Webuild deteneva circa il 29,9% di Trevi.
Webuild paga il dividendo?
Sì, una volta l'anno a maggio. Sull'esercizio 2025 ha distribuito 0,081 euro per azione ordinaria e 0,26 euro per azione di risparmio, con stacco il 18 maggio 2026.
Chi sono gli azionisti di Webuild?
Il primo azionista è la famiglia Salini tramite la holding Salini. CDP Equity è entrata nel capitale tra fine 2019 e il 2020 con l'operazione Progetto Italia, insieme ad alcune banche. Il resto è flottante.
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