Grafico del titolo Kering
Cosa fa Kering
Il gruppo nasce nel 1963 come società di commercio del legname fondata da François Pinault. Negli anni Novanta, con il nome Pinault-Printemps-Redoute (PPR), era un conglomerato della distribuzione (grandi magazzini, vendita per corrispondenza, Fnac). Dal 1999, con l'ingresso in Gucci, ha iniziato la trasformazione in gruppo del lusso, completata con la cessione delle attività retail e il cambio di nome in Kering nel 2013.
Le maison principali sono:
- Gucci (Firenze): il marchio più grande, che per anni ha generato circa metà dei ricavi e la maggior parte degli utili del gruppo.
- Saint Laurent (Parigi) e Bottega Veneta (Vicenza).
- Altre maison: Balenciaga, Alexander McQueen, Brioni, e la gioielleria con Boucheron, Pomellato, DoDo e Qeelin.
- Kering Eyewear, con sede a Padova, che produce e distribuisce occhiali per i marchi del gruppo e per marchi terzi.
Kering detiene inoltre una partecipazione del 30% in Valentino, acquistata nel 2023 dal fondo qatariota Mayhoola. La forte presenza italiana (Gucci, Bottega Veneta, Pomellato, Brioni, la produzione in Toscana e Veneto) rende il titolo particolarmente seguito in Italia.
Come guadagna: il peso di Gucci e il piano ReconKering
Il destino del titolo Kering dipende in larga misura da Gucci. Dopo il boom del periodo 2015-2019, il marchio ha attraversato un lungo calo dei ricavi a partire dal 2023, con un riposizionamento creativo che non ha convinto il mercato. Il margine operativo ricorrente del gruppo è sceso a circa l'11% nel 2025, una frazione dei livelli di qualche anno prima.
Nel frattempo il debito è aumentato per effetto di acquisizioni (Creed nel 2023, la quota in Valentino) e investimenti immobiliari in negozi di proprietà. Il gruppo ha reagito con:
- la cessione di Kering Beauté a L'Oréal per circa 4 miliardi di euro, annunciata nell'ottobre 2025;
- operazioni sul patrimonio immobiliare per ridurre il debito;
- il piano ReconKering, presentato da Luca de Meo a Firenze il 16 aprile 2026, che punta a riportare il margine operativo intorno al 22% nel medio periodo, con una rete di negozi più snella e la priorità al rilancio di Gucci.
Gli indicatori da seguire sono la crescita organica di Gucci trimestre per trimestre, il margine ricorrente per maison e l'andamento dell'indebitamento netto.
Dividendo Kering
Kering paga il dividendo in due tranche: un acconto a gennaio e il saldo dopo l'assemblea di primavera. Il dividendo è stato ridotto in modo significativo con il calo degli utili:
- Esercizio 2025: dividendo ordinario di 3 euro per azione (acconto di 1,25 euro pagato il 15 gennaio 2026) più un dividendo straordinario di 1 euro legato alla cessione di Kering Beauté, pagato il 4 giugno 2026.
- Esercizio 2023: 14 euro per azione, livello da cui la cedola è scesa negli anni successivi.
La storia recente mostra come il dividendo di un titolo del lusso possa variare molto con il ciclo degli utili. Per calcolare il netto c'è il calcolatore dei dividendi.
Azionariato e governance
Il primo azionista è Artémis, la holding della famiglia Pinault, con oltre il 40% del capitale e una quota maggiore dei diritti di voto grazie al voto doppio. François-Henri Pinault, figlio del fondatore, ha guidato il gruppo come presidente e amministratore delegato dal 2005 al 2025 e ne resta presidente. Nel settembre 2025 ha lasciato la carica di CEO a Luca de Meo, ex numero uno di Renault, scelto per guidare una fase di ristrutturazione.
Fattori da monitorare
Fattori positivi
- Risposta dei clienti alle nuove collezioni Gucci, sotto la direzione creativa di Demna dal 2025.
- Riduzione del debito grazie a cessioni e alla vendita di Kering Beauté.
- Attuazione del piano ReconKering e miglioramento dei margini.
Fattori di rischio
- Dipendenza da Gucci: un rilancio più lento del previsto pesa su tutto il gruppo.
- Debito più alto rispetto ai concorrenti principali.
- Debolezza del lusso aspirazionale, più colpito dal rallentamento rispetto all'alta gamma.
- Valentino: gli accordi con Mayhoola prevedono opzioni sul restante 70%, con possibili impegni finanziari futuri.
Come comprare azioni Kering dall'Italia
Il titolo è quotato su Euronext Paris in euro ed è disponibile presso quasi tutti i broker italiani. Il passo iniziale è verificare che il proprio conto dia accesso alla Borsa di Parigi e quali commissioni applica: la guida come comprare azioni spiega come.
Le imposte da considerare sono specifiche delle società francesi:
- Tassa francese sulle transazioni finanziarie, attualmente 0,4% sugli acquisti, al posto della Tobin tax italiana che qui non si applica.
- Ritenuta alla fonte francese sui dividendi: 12,8% per i privati non residenti se l'intermediario applica la procedura di esonero parziale con il modulo 5000, altrimenti 25%, con la possibilità di chiedere la restituzione dell'eccedenza tramite il modulo 5001. Con dividendi in due tranche le pratiche possono raddoppiare.
- Imposta italiana del 26% sul dividendo netto e sulle plusvalenze.
Approfondimento in tassazione delle azioni.
Confronto con i concorrenti
Rispetto a LVMH, Kering è più piccola e molto più concentrata su un solo marchio; rispetto a Hermès ha margini molto inferiori e una clientela più sensibile al ciclo. Tra le società quotate a Milano il confronto più vicino per esposizione alla moda italiana è con Ferragamo, anch'essa in fase di rilancio, mentre Moncler e Brunello Cucinelli hanno avuto percorsi più regolari. Nell'occhialeria Kering Eyewear compete con EssilorLuxottica. Vedi il settore lusso e moda.
Dati finanziari di Kering
Il pannello riporta i principali dati di bilancio e gli indicatori di valutazione di Kering (ricavi, margini, utile per azione, rapporti come P/E e P/B), aggiornati automaticamente da TradingView. Per il significato degli indicatori vedi le guide su rapporto prezzo/utili e analisi fondamentale.
Domande frequenti
Chi è il CEO di Kering?
Dal settembre 2025 l'amministratore delegato è Luca de Meo, manager italiano in precedenza alla guida di Renault, SEAT e, in passato, dei marchi Fiat e Alfa Romeo. François-Henri Pinault è rimasto presidente del consiglio di amministrazione.
Quanto paga di dividendo Kering?
Per l'esercizio 2025 Kering ha proposto un dividendo ordinario di 3 euro per azione, di cui 1,25 euro pagati come acconto il 15 gennaio 2026, più un dividendo straordinario di 1 euro legato alla cessione di Kering Beauté, approvato dall'assemblea del 28 maggio 2026 e pagato il 4 giugno. Per il 2023 il dividendo era stato di 14 euro.
Kering ha venduto la divisione bellezza?
Sì. Nell'ottobre 2025 Kering ha concordato la cessione di Kering Beauté, compreso il marchio di profumi Creed, a L'Oréal per circa 4 miliardi di euro, insieme a licenze di lunga durata per i profumi e i cosmetici dei propri marchi di moda.
Chi controlla Kering?
La holding Artémis della famiglia Pinault è il primo azionista, con oltre il 40% del capitale e una quota ancora più alta dei diritti di voto.
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Contenuto a scopo educativo e informativo. Questa scheda su Kering descrive la società e il funzionamento del titolo: non è consulenza finanziaria o raccomandazione personalizzata, né sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Quotazioni e dati di mercato possono essere differiti. Consulta il disclaimer e la metodologia.