Grafico euro dollaro (EUR/USD)
Quotazioni fornite da TradingView, indicative e possibilmente differite: non sono i cambi applicati dal tuo intermediario, che aggiunge in genere un margine.
Come leggere un tasso di cambio
Un cambio è il prezzo di una valuta espresso in un'altra. Nella coppia EUR/USD l'euro è la valuta base e il dollaro la valuta di quotazione: un valore di 1,10 significa che un euro vale 1,10 dollari. Nella tabella dei tassi incrociati ogni cella indica quante unità della valuta in colonna servono per una unità della valuta in riga.
- Se EUR/USD sale, l'euro si rafforza e il dollaro si indebolisce: gli attivi in dollari valgono meno in euro.
- Se EUR/USD scende, il dollaro si rafforza: gli attivi in dollari valgono di più in euro.
I cambi dipendono soprattutto dal differenziale dei tassi d'interesse tra le aree (decisioni di BCE e Fed), dalla crescita relativa, dai flussi commerciali e dalla propensione al rischio. Gli appuntamenti che li muovono sono nel calendario economico.
Il rischio di cambio per chi investe all'estero
Chi compra un'azione quotata in un'altra valuta assume due esposizioni: al titolo e alla valuta. Il rendimento in euro si può approssimare così:
(1 + rendimento in euro) = (1 + rendimento in valuta) × (1 + variazione della valuta contro euro)
Esempio: compri azioni americane per 10.000 euro quando EUR/USD è a 1,10, cioè 11.000 dollari. Un anno dopo il titolo è salito del 10% (12.100 dollari), ma l'euro si è apprezzato a 1,20. Convertiti, i 12.100 dollari valgono circa 10.083 euro: quasi tutto il guadagno è stato assorbito dal cambio. Nello scenario opposto, con il dollaro che si rafforza a 1,00, gli stessi 12.100 dollari varrebbero 12.100 euro, con un guadagno del 21%.
Il rischio di cambio riguarda le azioni di S&P 500 e Nasdaq 100 in dollari, i titoli svizzeri in franchi, quelli britannici del FTSE 100 in sterline, quelli giapponesi del Nikkei 225 in yen. Non riguarda invece le azioni dell'area euro quotate a Francoforte, Parigi o Amsterdam, come ASML o SAP.
Esposizione «nascosta»
Anche una società europea quotata in euro può essere esposta alle valute: un gruppo che realizza gran parte dei ricavi negli Stati Uniti vedrà i risultati convertiti in euro ridursi quando il dollaro si indebolisce. È un fattore che compare spesso nei commenti alle trimestrali di aziende del lusso, della farmaceutica e della difesa. Viceversa, le multinazionali americane che vendono in Europa beneficiano di un euro forte.
Costi del cambio e scelta del broker
Quando si compra un titolo in valuta il broker converte gli euro applicando un cambio con un margine rispetto a quello di mercato, oppure una commissione esplicita. Su operazioni frequenti la differenza tra intermediari può pesare quanto le commissioni di negoziazione. Alcuni broker permettono di detenere un conto in valuta, per evitare doppie conversioni su acquisto, vendita e incasso dei dividendi. I criteri di confronto sono nella guida a come scegliere un broker; i passaggi operativi in quella su come comprare azioni.
Cambio e fisco
- Plusvalenze: per i titoli in valuta il costo e il ricavo si convertono in euro ai cambi del giorno di acquisto e di vendita; la componente valutaria entra quindi nella plusvalenza o minusvalenza tassata al 26%. Prova il calcolatore delle plusvalenze inserendo i prezzi già convertiti.
- Dividendi: sono convertiti in euro alla data di pagamento e tassati al 26% dopo l'eventuale ritenuta estera; per le azioni USA la ritenuta è del 15% con il modulo W-8BEN. Vedi il calcolatore dei dividendi.
- Liquidità in valuta: la cessione di valuta estera detenuta su conti e depositi può generare redditi diversi in presenza di giacenze rilevanti; è una regola specifica, da verificare con il proprio consulente fiscale se si mantengono importi significativi in valuta.
Come gestire l'esposizione valutaria
Non esiste una scelta valida per tutti. Su orizzonti lunghi e portafogli diversificati tra più aree, gli effetti delle valute tendono in parte a compensarsi, ma possono restare significativi per anni. Chi vuole ridurli può usare strumenti con copertura del cambio (classi «hedged» di ETF e fondi), che però hanno costi legati al differenziale dei tassi. In ogni caso è utile sapere quale parte del proprio portafoglio è esposta a ciascuna valuta: il tema è approfondito nella guida alla diversificazione e nella sezione dedicata alle azioni estere.
Domande frequenti
Come si legge il cambio EUR/USD?
EUR/USD indica quanti dollari servono per acquistare un euro. Se il cambio passa da 1,10 a 1,20 l'euro si è apprezzato: con un euro si comprano più dollari, e un investimento in dollari vale meno euro di prima.
Il cambio influisce sulle azioni americane comprate in euro?
Sì. Il rendimento in euro è dato, in prima approssimazione, dalla variazione del titolo in dollari più la variazione del dollaro rispetto all'euro. Se il titolo sale del 10% in dollari ma il dollaro perde il 10% sull'euro, il risultato in euro è circa zero.
Le plusvalenze sul cambio sono tassate?
Per le azioni estere la plusvalenza si calcola in euro, convertendo prezzo di acquisto e di vendita ai cambi delle rispettive date: la componente valutaria è quindi già inclusa nella plusvalenza tassata al 26%. Regole specifiche riguardano invece la detenzione di liquidità in valuta oltre determinate soglie.
Cos'è un ETF con copertura valutaria?
È un ETF (classe «EUR hedged») che neutralizza in gran parte l'effetto del cambio usando contratti a termine. Riduce la volatilità legata alle valute ma ha un costo, che dipende soprattutto dal differenziale tra i tassi d'interesse delle due aree.
Approfondimenti
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- Come scegliere un brokerVigilanza, tutela dei titoli, costi reali e regime fiscale: i criteri per confrontare gli intermediari.
- S&P 500Le 500 grandi società americane: criteri del comitato, concentrazione nei big tech, ETF e cambio.
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