Grafico del titolo Ariston
Cosa fa Ariston
Il gruppo indica come anno di fondazione il 1960, nell'ambito delle attività industriali avviate da Aristide Merloni a Fabriano. Separato dal ramo degli elettrodomestici, il business termico è diventato Merloni TermoSanitari e poi Ariston Thermo, fino all'attuale Ariston Group, quotato su Euronext Milan dal novembre 2021.
Il gruppo opera in due grandi aree:
- Thermal comfort – caldaie a gas, pompe di calore, sistemi ibridi, scaldacqua elettrici e a pompa di calore, ventilazione. I marchi principali sono Ariston, Chaffoteaux, Elco, Racold (India) e, con l'acquisizione di Centrotec Climate Systems nel 2022, i tedeschi Wolf e l'olandese Brink. Nel 2026 si è aggiunta Riello.
- Burners e components – bruciatori per uso residenziale e industriale e componenti (tra cui Thermowatt).
Le vendite sono molto diversificate geograficamente: Europa occidentale e centrale, Est Europa, Asia (in particolare India e Cina), Africa e Americhe.
Come guadagna: volumi, mix e pompe di calore
Ariston vende prodotti destinati sia alla sostituzione di apparecchi esistenti (la parte più stabile della domanda) sia alle nuove costruzioni. I risultati dipendono da:
- Crescita organica – per il 2026 la guidance indica ricavi netti in crescita organica tra l'1% e il 4%. Nel primo semestre 2026 i ricavi netti sono stati circa 1.347 milioni di euro, anche grazie al primo contributo di Riello.
- Margine EBITDA adjusted – 9,9% nel primo semestre 2026 (133,5 milioni di euro), in aumento rispetto ai 124,5 milioni dello stesso periodo 2025.
- Incentivi pubblici – la domanda di pompe di calore in Europa è molto sensibile a bonus e regole sull'efficienza energetica degli edifici: la riduzione degli incentivi in Italia e l'incertezza normativa in Germania hanno frenato il mercato dal 2023.
- Cassa e debito – nel primo semestre 2026 il free cash flow è stato negativo per circa 77 milioni di euro e il debito netto è salito a circa 715 milioni (574 milioni a fine 2025), anche per effetto della stagionalità del capitale circolante e dell'operazione Riello.
La stagionalità è marcata: il secondo semestre, con la stagione del riscaldamento, è di solito più forte per vendite e generazione di cassa. Confrontare i dati semestrali con lo stesso periodo dell'anno precedente evita letture fuorvianti.
Dividendo Ariston
Ariston paga un dividendo annuale, con stacco a maggio dopo l'assemblea. Sull'esercizio 2025 è stato proposto un dividendo di 0,10 euro per azione, pari al 33% dell'utile netto rettificato, con stacco il 18 maggio e pagamento il 20 maggio 2026. Per una persona fisica residente in Italia l'imposta sui dividendi è del 26%; trattandosi di una N.V. olandese, l'eventuale presenza di ritenute estere dipende dalla residenza fiscale della holding ed è verificabile presso il proprio intermediario (vedi la guida sui dividendi).
Azionariato e governance
La società è controllata dalla famiglia Merloni attraverso Merloni Holding, che detiene la maggioranza del capitale e, grazie al voto plurimo previsto dallo statuto olandese, una quota ancora più alta dei diritti di voto. Paolo Merloni è presidente esecutivo, mentre l'amministratore delegato è Maurizio Brusadelli. Con la revisione degli indici di giugno 2026 il titolo è passato dal Mid Cap al FTSE Italia Small Cap.
Storia del titolo in Borsa
L'IPO è avvenuta nel novembre 2021, in una fase di forte entusiasmo per le pompe di calore. Il rallentamento del mercato europeo nei due anni successivi ha pesato sul titolo; il 3 marzo 2026, alla pubblicazione di una guidance 2026 giudicata prudente, il titolo è arrivato a perdere circa il 18% in una sola seduta.
Caldaie, pompe di calore e mix di prodotto
Una parte rilevante dei ricavi di Ariston viene ancora da caldaie a gas e scaldacqua elettrici, prodotti maturi ma con una domanda di sostituzione relativamente stabile. Le pompe di calore e i sistemi ibridi rappresentano la parte con più potenziale di crescita, ma anche quella più dipendente da incentivi e normative. Per questo, nel leggere i conti, è utile distinguere:
- volumi per famiglia di prodotto e per area geografica;
- prezzo e mix: le soluzioni rinnovabili hanno prezzi unitari più alti, ma non sempre margini percentuali superiori;
- effetto perimetro, rilevante nel 2026 per il consolidamento di Riello;
- costi di ristrutturazione e oneri non ricorrenti, esclusi dai dati adjusted.
La differenza tra utile netto adjusted (41,8 milioni nel primo semestre 2026) e utile netto riportato (35,5 milioni) mostra quanto pesino questi elementi straordinari.
Fattori da monitorare
Fattori positivi
- Integrazione di Riello e relative sinergie su acquisti, produzione e distribuzione.
- Regole europee sull'efficienza energetica degli edifici, che nel lungo periodo spingono verso pompe di calore e sistemi ibridi.
- Crescita nei mercati emergenti, in particolare in India.
Fattori di rischio
- Incentivi e normativa: cambi improvvisi nei bonus per l'edilizia possono spostare la domanda tra un anno e l'altro.
- Debito in aumento dopo l'acquisizione di Riello e generazione di cassa stagionale.
- Concorrenza da parte di grandi gruppi europei (Vaillant, Bosch, Viessmann/Carrier) e asiatici nelle pompe di calore.
- Liquidità del titolo limitata dal flottante ridotto.
Confronto con i concorrenti
I principali concorrenti di Ariston non sono quotati a Milano. Sul listino italiano il confronto più utile è con Carel (componenti e controlli per HVAC e pompe di calore), De'Longhi per i prodotti per la casa, Interpump e Industrie De Nora tra le società industriali di media dimensione legate alla transizione energetica. Gli altri titoli sono nel settore industria.
Dati finanziari di Ariston
Il pannello riporta i principali dati di bilancio e gli indicatori di valutazione di Ariston (ricavi, margini, utile per azione, rapporti come P/E e P/B), aggiornati automaticamente da TradingView. Per il significato degli indicatori vedi le guide su rapporto prezzo/utili e analisi fondamentale.
Domande frequenti
Perché Ariston Holding ha un ISIN olandese?
La holding quotata è una Naamloze Vennootschap di diritto olandese, Ariston Holding N.V., con ISIN NL0015000N33. Le azioni sono negoziate su Euronext Milan in euro, ma la sede legale nei Paesi Bassi consente tra l'altro il meccanismo del voto plurimo per gli azionisti di lungo periodo.
Ariston è nel FTSE MIB?
No. Dalla revisione di giugno 2026 (efficace dal 22 giugno) il titolo è passato dal FTSE Italia Mid Cap al FTSE Italia Small Cap, sostituito nel Mid Cap da IGD.
Quanto paga di dividendo Ariston?
Sull'esercizio 2025 è stato proposto un dividendo di 0,10 euro per azione, pari al 33% dell'utile netto adjusted, con stacco a metà maggio 2026. Il dividendo è annuale.
Che cosa ha acquisito Ariston nel 2026?
Ariston ha integrato Riello, storico marchio italiano di bruciatori e caldaie, che contribuisce ai conti dal 2026. Secondo la società, Riello dovrebbe portare circa 190–200 milioni di euro di ricavi incrementali nel secondo semestre 2026.
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